Mobilegeddon: come Google cambia il suo algoritmo

nuovo algoritmo google hostingLa tecnologia avanza e Google non sta a guradare. E’ risaputo che le ricerche da dispositivi mobile hanno superato in tutto il mondo le ricerche da desktop.  Chi non usa il suo dispositivo portatile per le ricerche su Google?  Una delle priorità del colosso Google è da sempre quello di fornire risultati di ricerca di qualità e perchè questo avvenga le pagine web devono essere tranquillamente visualizzabili anche su display da 5 pollici.  Nasce così il nuovo algoritmo di ricerca e di indicizzazione.

 

Google nasce come motore di ricerca Internet con dominio registrato nel 1997. Da allora molte cose sono cambiate nella sua ottimizzazione, mentre Google diveniva uno dei motori di ricerca più popolari ed utilizzati al mondo. Per comprendere quanto esso si sia rivelato fondamentale basta pensare che sono entrati nel linguaggio comune inglese e tedesco rispettivamente i verbi “to google” e “googeln”, che significano entrambi “ricercare sul web”.

 

Dalla necessità delle aziende di migliorare il posizionamento o rank dei loro siti sul motore di ricerca di google è sorta nel corso del tempo la figura professionale dei consulenti SEO (Search Engine Optimization) che si occupano dell’ottimizzazione di siti per motori di ricerca, migliorandone la posizione su di essi. Lo strumento utilizzato da Google per arginare i tentativi di consulenti scorretti di influire sul posizionamento dei siti dei loro clienti è stato il cambiamento frequente del suo algoritmo, che lo ha portato a raffinarlo per evitarne gli abusi ed eventualmente rimuovere i siti che li realizzano. Dunque le caratteristiche che un sito deve avere per ottenere un buon posizionamento sul motore di ricerca variano in base all’algoritmo segreto di Google.

 

Nel 2013 Hummingbird o colibrì, nuovo algoritmo più complesso ed evoluto che aveva inglobato Pagerank (algoritmo di Google che determina il rank dei siti e di conseguenza la posizione dei contenuti nelle pagine di ricerca), aveva rivoluzionato la maniera di effettuare la ricerca, non più per parole chiave ma scrivendo per intero frasi (secondo la logica del cosiddetto web semantico, dove i documenti sono associati a dati che ne specificano il contesto semantico).

 

Oggi l’algoritmo cambia ancora, e con esso i criteri di indicizzazione delle pagine, cioè l’ordine in cui, impostando una ricerca, esse si visualizzano, diventando dal 21 aprile Mobilegeddon. Già il suo nome sembra preannunciare un evento storico e sta ad indicare che saranno più popolari, cioè avranno un buon posizionamento nella SERP di Google, i siti con una migliore ottimizzazione per i dispositivi mobile, cioè smartphone e tablet.

 

Ma come cambieranno d’ora in avanti i parametri che i siti dovranno rispettare per ottenere un buon posizionamento sul motore di ricerca? Il nuovo algoritmo favorirà i siti che sono adatti alla navigazione mobile o mobile friendly, in base a caratteristiche quali la grandezza dei caratteri, la leggibilità del testo, il dimensionamento della pagina in base allo schermo del display la gestione dei link, la velocità di navigazione.

 

Le motivazioni di una simile rivoluzione tecnologica sono da rilevare nelle tendenze attuali del mercato, per cui si prediligono i dispositivi mobili per le ricerche sul motore di ricerca di Google. Inoltre, secondo i dati dell’ Osservatorio eCommerce B2C Netcomm del Politecnico di Milano, l’e-commerce ha raggiunto 12,6 miliardi di euro nel 2013, con un incremento del 17% nel 2014. Un dato molto interessante riguarda, inoltre, il fatto che il 2014 si è concluso con un milione di euro di vendite tramite smartphone. La previsione per il 2015 è che tale forma di e-commerce raggiungerà il 25% del totale e-commerce.

 

Ciò dimostra quanto sia importante per un’azienda di e-commerce in termini di ritorni economici un buon posizionamento del proprio sito tra l’elenco dei siti compatibili con la ricerca effettuata sul motore di ricerca.

 

Il nuovo algoritmo potrebbe dare un nuovo impulso al commercio elettronico, facendone aumentare ancora la percentuale, e allo stesso tempo sfavorire tutte quelle aziende che non si sono adattate ai nuovi criteri mobile friendly.

 

Risulta fondamentale per ogni azienda che si serva di un sito per la promozione del suo business o per un’impresa di e-commerce verificare se esso è ottimizzato per i dispositivi mobile, poiché, laddove non lo fosse, il nuovo algoritmo Mobilegeddon potrebbe nuocere notevolmente alla sua attività. Per effettuare tale verifica, Google ha messo a disposizione un tool in cui inserire l’URL del proprio sito, contenente un test di compatibilità con dispositivi mobili e una guida introduttiva, attraverso questo link.

 

E allora c’è da chiedersi: i siti delle aziende di tutto il mondo sono pronti a questo cambiamento di Google?

 

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