DNSSEC: come funziona, vantaggi e come verificare se è attivo

Se hai avuto esperienze legate al mondo del web negli ultimi anni, avrai sentito parlare almeno una volta di DNSSEC, probabilmente chiedendoti cosa fosse e a cosa servisse.

In breve, il DNSSEC (Domain Name System Security Extensions) è un protocollo che serve a verificare l’autenticità e la sicurezza dei DNS, dato che nel corso del tempo anche il sistema dei DNS ha mostrato alcune falle che potrebbero essere sfruttate per attacchi informatici.

In questo articolo vediamo nel dettaglio cos’è il DNSSEC e come funziona. Analizzeremo i suoi vantaggi e svantaggi, per chi è maggiormente consigliato e, infine, come verificare se è attivo su un dominio.

Cos’è il DNSSEC

Il DNSSEC, come anticipato, è un protocollo di autenticazione introdotto per aggiungere maggiore sicurezza al sistema dei DNS.

Questo sistema serve a limitare le possibilità di attacchi (come ad esempio lo spoofing DNS) all’ormai consolidato meccanismo che traduce i nomi di dominio in indirizzi IP. I nomi di dominio sono utilizzati perché facili da ricordare, ma affinché la navigazione da e verso un sito web avvenga correttamente, è necessario che i dati vengano instradati seguendo gli indirizzi IP.

Per poter comprendere al meglio il funzionamento del DNSSEC, ti consigliamo di approfondire prima cosa sono e come funzionano i DNS.

Come funziona il DNSSEC

Il DNSSEC si basa sull’aggiunta di firme crittografiche allo scambio di informazioni tipico del sistema DNS. Queste firme vengono archiviate nei server DNS e consentono di verificare che ci sia corrispondenza tra il record DNS richiesto e la firma.

Se la corrispondenza è esatta, l’utente viene indirizzato al sito web corretto, senza rischio di reindirizzamenti verso siti falsi o malevoli.

In sintesi, i passaggi che il DNSSEC segue per validare le informazioni sono:

  1. Un utente digita nel browser l’indirizzo “dominio.com”: il browser invia una richiesta DNS per ottenere l’indirizzo IP associato al dominio.
  2. La richiesta arriva al resolver DNS (generalmente quello dell’ISP o del provider): è il resolver che si occupa di recuperare la risposta interrogando la catena DNS.
  3. Il resolver interroga prima la root zone: la root zone risponde fornendo i nameserver autorevoli del TLD e, con DNSSEC, fornisce anche una firma digitale (RRSIG) che il resolver può verificare usando la chiave pubblica della root (già nota e considerata trust anchor).
  4. Il resolver interroga la TLD zone del “.com”: la TLD zone risponde inviando i record NS e un record DS (Delegation Signer) che contiene l’hash della chiave del dominio. Anche qui, con DNSSEC, arrivano le firme digitali che il resolver verifica usando la chiave del TLD.
  5. Il resolver interroga i nameserver autorevoli di “dominio.com”: richiede i record DNS necessari (A, AAAA, MX, CNAME ecc.). I nameserver, avendo DNSSEC attivo, inviano sia i record DNS richiesti sia la firma digitale dei record e la chiave pubblica del dominio.
  6. Il resolver verifica la firma digitale con la DNSKEY del dominio
    1. Controllo che la DNSKEY corrisponda all’hash contenuto nel record DS del TLD.
    2. Controllo che la firma RRSIG sia stata generata con la corrispondente chiave privata.
    3. Conferma della continuità della chain of trust (root → TLD → dominio).
  7. Se tutto è valido, il resolver considera la risposta “secure”
  8. Il resolver invia la risposta validata al browser: il browser riceve l’indirizzo IP richiesto ed effettua la connessione al sito.
  9. Il sito viene caricato normalmente

I vantaggi del DNSSEC

Il DNSSEC porta diversi benefici significativi al sistema DNS, andando a risolvere una delle sue vulnerabilità storiche: la possibilità che i dati vengano manipolati o falsificati durante il percorso di risoluzione. La sua adozione è ormai ampia e, grazie alla retrocompatibilità, può essere integrato senza modifiche invasive all’infrastruttura esistente.

Ecco i principali vantaggi:

  • Retrocompatibilità totale con il DNS tradizionale: non richiede modifiche all’infrastruttura DNS già in uso, e anche i client più vecchi continuano a funzionare semplicemente senza la validazione DNSSEC.
  • Implementazione generalmente semplice: molti provider DNS permettono di attivarlo con un clic e la gestione quotidiana è minima; la maggior parte del lavoro è nella configurazione iniziale.
  • Protezione contro spoofing e manipolazioni DNS: il resolver può verificare l’integrità dei dati DNS e rilevare risposte falsificate, impedendo attacchi come il DNS cache poisoning e il reindirizzamento verso siti malevoli.
  • Ampia compatibilità con client e resolver moderni: la stragrande maggioranza dei dispositivi oggi è pienamente compatibile e può validare correttamente le firme DNSSEC.
  • Copertura sempre più diffusa: registrar, provider DNS e sistemi operativi supportano nativamente DNSSEC, facilitandone l’adozione.
  • Protezione a livello di sistema e non solo di browser: DNSSEC protegge tutte le applicazioni che effettuano richieste DNS, non solo il browser, offrendo una sicurezza più ampia e consistente.

Gli svantaggi del DNSSEC

I cosiddetti “contro” del DNSSEC non sono veri svantaggi, ma semplicemente funzionalità che DNSSEC non si proponeva di coprire (come la privacy o la protezione dal DDoS). Tuttavia, esiste un vero punto critico: la complessità operativa nella gestione delle chiavi.

Ecco il quadro completo:

  • Non protegge da attacchi DDoS: DNSSEC non è progettato per mitigare sovraccarichi o attacchi di saturazione della rete.
  • Non fornisce privacy alle query DNS: le richieste non vengono cifrate; per ottenere protezione della privacy servono protocolli come DNS-over-HTTPS, DNS-over-TLS o VPN.
  • Non nasconde le informazioni DNS: le zone e i record restano pubblici, esattamente come nel DNS tradizionale.
  • Rischio operativo durante il rollover delle chiavi: la rotazione delle chiavi, che in alcuni registrar può essere manuale, comporta il rischio che un errore renda il dominio irraggiungibile (SERVFAIL) fino alla correzione dei record.
  • Maggiore complessità nella gestione del DNS: la presenza di DNSKEY, DS e RRSIG aggiunge complessità alla configurazione e richiede maggiore attenzione per evitare errori.
  • Le configurazioni errate vengono rifiutate dai resolver: qualsiasi incongruenza tra firme, chiavi o record viene considerata non valida, interrompendo completamente la risoluzione del dominio.

Come verificare se il DNSSEC è attivo sul tuo dominio

Il modo più semplice per verificare se il DNSSEC è attivo è usare l’Analizzatore DNSSEC di Verisign. Inserisci il tuo dominio e avvia il test: se tutto è configurato correttamente, vedrai una serie di check verdi. Se invece compaiono segnali gialli o rossi, significa che c’è un problema da risolvere.

Lo strumento mostra quattro sezioni principali:

1. Root (.) – Il livello più alto del DNS

Mostra messaggi del tipo “Trovati X record DNSKEY per .”. Questa parte deve essere sempre verde: se non lo è, c’è un problema globale del DNS (nella pratica quasi impossibile). Non riguarda mai la configurazione del tuo dominio.

2. TLD (es. .com, .it)

Mostra qualcosa come “Trovati X record DS per com nella zona .”. Indica se il TLD è correttamente firmato. Per estensioni comuni e consolidate è sempre verde. Se è rosso, significa che il problema riguarda il TLD stesso, non il tuo dominio.

3. Il tuo dominio nel registro (DS nel TLD)

Qui vedrai qualcosa come “Trovati X record DS per esempio.com nella zona com”. Se questa sezione è verde, significa che il registrar ha pubblicato correttamente il record DS e DNSSEC è attivo per il tuo dominio. Se è rossa, significa che devi attivare DNSSEC nel pannello del tuo registrar o comunicargli il record DS.

4. Il tuo server DNS (DNSKEY e firme)

Questa sezione controlla se i tuoi nameserver hanno generato correttamente i record DNSSEC (DNSKEY e RRSIG). Se qui c’è rosso, è la causa principale dei problemi: DNSSEC non è configurato correttamente sul server, e questo influisce anche sulla sezione precedente.

Conclusioni

Il DNSSEC è uno degli strumenti più efficaci per rendere il sistema DNS più sicuro e affidabile, impedendo la manipolazione dei record e proteggendo gli utenti da attacchi come lo spoofing o il cache poisoning. Anche se non risolve tutti i problemi legati al DNS e richiede una certa attenzione nella gestione delle chiavi, offre un vantaggio fondamentale: garantisce che il dominio venga risolto correttamente e che i visitatori raggiungano davvero il server previsto.

Oggi la sua implementazione è molto più semplice rispetto al passato e ampiamente supportata da registrar e provider. Proprio per questo, su HostingPerTe DNSSEC è attivo di default su tutti i domini, in modo da offrire una protezione aggiuntiva senza richiedere configurazioni manuali o interventi da parte del cliente.

Per siti istituzionali, e-commerce, web agency e progetti ad alta criticità, rappresenta un livello di sicurezza indispensabile. Sapere che è già attivo sul tuo dominio ti permette di lavorare con maggiore tranquillità, sapendo di avere una base solida e protetta.

Se stai ottimizzando la tua infrastruttura o vuoi approfondire altri aspetti della sicurezza DNS, puoi trovare ulteriori guide e risorse sul nostro blog, oppure contattarci per qualsiasi chiarimento tecnico.

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